SOCIAL O DIS-SOCIAL? / QUANDO IL CELL E’ L’UNICO “AMICO” CON CUI PARLARE…


 

Pico Lettera

 

Anche i temi, come i disegni, aprono finestre sulle menti e sui cuori dei ragazzi e delle ragazze. Le parole, come le forme colorate, ci raccontano stati d’animo, pensieri, timori e speranze. Come uno dei tanti temi che è passato sotto gli occhi della docente Anna Abatecola. A proposito di social, aveva dato un testo da svolgere in classe. Questo il tema:  “Hai anche tu voglia di sfogarti e raccontare qualcosa che ti sta a cuore? Immagina questo foglio bianco un tuo amico e sfogati”.

Sono emerse situazioni e condizioni che oggi sono molto diffuse tra i nostri ragazzi, i quali spesso non hanno un vero amico, una persona con la quale parlare…. Sì, vivono momenti di vera solitudine. Ed ecco, allora, l’uso continuo ed incessante del telefonino, che diventa il surrogato di quell’amico” con il quale vorrebbero dialogare. Così emerge, peraltro, anche dai numerosi incontri sui temi del libro “Social o dis-social?”.

Un alunno ha concluso il testo con queste parole, rivolte al foglio “bianco”:  “Grazie amico mio per avermi ascoltato… Sarai il mio compagno di viaggio finche’ non trovero’ un vero amico”.
Parole che ci invitano a pensare e a riflettere, su tante cose: famiglia, società, media e scuola. Appunto, la scuola: un grande bene ed una grande risorsa, come dimostrano anche questi piccoli pensieri.

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