LA ROCCA DI ANGERA: ATTIVITA’ DIDATTICHE SUL LAGO MAGGIORE (VARESE)


 

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La suggestiva Rocca di Angera è al centro della grande iniziativa rivolta al mondo scolastico, “UNA ROCCA DI COLORI”. Ma vediamo da vicino cosa ci riserva questa importante e storica realtà architettonica e culturale. 

Il castello medievale che domina la sponda lombarda del Lago Maggiore è lo spazio ideale dove poter svolgere attività didattiche e ludiche dedicate a bambini e ragazzi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.
Attraverso il gioco e le varie proposte, scoprire la storia e l’arte della Rocca di Angera diventerà un divertente viaggio nel tempo.
Il giardino medievale si trasforma nel luogo perfetto per scoprire nuove e inusuali varietà botaniche, apprezzare la semplicità delle piante anticamente coltivate e lasciarsi sorprendere dal ciclo vitale della natura che si trasforma ad ogni stagione.
La collezione del Museo della Bambola e del Giocattolo – il più grande d’Europa, vi stupirà con gli automi provenienti da ogni parte del mondo, raccontando il mondo del gioco nei secoli passati.

Le proposte della Rocca di Angera sono varie e adatte a ogni tipo di esigenza.
Laboratori didattici
 per scoprire i segreti del castello e della sua storia attraverso quesiti ed enigmi, visite gioco e percorsi animatiavventure in costume per vivere in prima persona le gesta di impavidi eroi e personaggi leggendari conosciuti solo nei libri.

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LA STORIA

In posizione strategica per il controllo dei traffici, la tradizione storiografica lega le vicende di Angera alla casata dei Visconti e alla sua affermazione dopo la vittoria della battaglia di Desio del 1277, celebrata negli affreschi della Sala di Giustizia.
Con i Visconti, la Rocca è al centro di importanti lavori di ricostruzione e ampliamento che si protrarranno per più di un secolo.
All’epoca della Repubblica Ambrosiana, il Consiglio dei Novecento della città di Milano ratifica l’acquisto di Angera, della rocca e della sua pieve da parte di Vitaliano I Borromeo per la cifra di 12.800 lire imperiali il 18 gennaio 1449.
La Rocca di Angera diventa così dimora e simbolo dell’ordinamento politico della famiglia a cui ancora oggi appartiene.

Nel 1623, quando il cardinale Federico Borromeo fu insignito da Filippo IV di Spagna del titolo del marchesato di Angera, la rocca si trovava in uno stato di grande abbandono. Il perito che il cardinale aveva inviato sul posto suggerì di procedere alle riparazioni essenziali, ma poco più tardi, per iniziativa prima di Giulio Cesare III (1593-1672) e poi di Antonio Renato Borromeo (1632-1686), la rocca fu ampiamente restaurata. Per la decorazione furono impegnati, nella seconda metà del Seicento, pittori milanesi di primo piano (tra gli altri, i fratelli Santagostino, Antonio Busca, Filippo Abbiati). Nel clima di sorda opposizione al Governatorato spagnolo, i Borromeo, con la realizzazione del ciclo di tele dedicato ai Fasti

Borromeo e dei ritratti di personaggi storici della dinastia (1673-1685), fecero della rocca uno dei monumenti emblematici della storia famigliare, destinato ad illustrare l’antichità e la potenza del casato. Negli ultimi anni la Rocca di Angera è stata oggetto di un attento restauro voluto dalla Principessa Bona Borromeo che ha voluto restituire al Castello il suo antico splendore e regalare ai visitatori le sue raffinate collezioni, dando vita al Museo della Bambola e del Giocattolo più grande d’Europa. Ultima campagna di restauro l’Ala Scaligera nel 2017 dove oggi prendono forma progetti di arte contemporanea.

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