E NEI GIORNI DEL CORONAVIRUS ANCHE 4.000 ADDETTI IN MENO PER I SERVIZI DI PULIZIA NELLE SCUOLE!


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Da ieri  4mila addetti ai servizi di pulizie nelle scuole di tutta Italia sono senza lavoro, per via dell’internalizzazione di tali servizi, proprio durante l’emergenza sanitaria coronavirus che tutto il Paese si trova ad affrontare, creando disagi per le strutture scolastiche e per le famiglie delle migliaia di lavoratori che si trovano a non avere un’occupazione.

Internalizzare pulizie e sanificazione non è solo un problema economico, quanto il fatto che le scuole non sono dotate del supporto necessario. Lo denuncia l’associazione del settore, Anip-Confindustria, in un comunicato: “È il momento della verità, da più di un anno diciamo che si sta procedendo in modo sbagliato e senza competenza, chi ha detto bugie sino ad ora deve prendersi la responsabilità di risolvere una questione che riguarda il Paese, migliaia di lavoratori e un settore economico tra i più produttivi in Italia, in un momento cosi particolare per l’igiene e la sanità pubblica”. Dichiara ANIP-Confindustria, l’associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati di Confindustria.

Dopo tre giorni di confronto presso il ministero del Lavoro – scrive l’associazione –  si è finalmente affrontato il tema dell’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole, tra tutti i soggetti interessati: il mancato accordo sul futuro dei 4mila esuberi a fronte dei circa 12mila assunti in gran parte a orario ridotto, si appresta ad essere una pagina dolorosa per il Paese.

“Lo Stato ingaggia meno lavoratori di quanti ne servono per il decoro e la salubrità delle scuole, se ne lasciano migliaia a piedi e si vuole scaricare il costo degli ammortizzatori sociali sulle imprese (se verrà disposta la Naspi) oppure su tutti i cittadini qualora si decidesse per la cassa integrazione. E tutto questo mentre si sbandieravano risparmi (mai specificati davvero) per motivare questa vera e propria battaglia punitiva contro le imprese. Il mancato accordo purtroppo lascia spazio a queste ipotesi, nessuna delle quali soddisfa ANIP-Confindustria, che le trova irricevibili. Da mesi chiediamo una operazione verità sulla vicenda, e notiamo il nervosismo di chi l’ ha cavalcata facendo del facile populismo, a fronte della crescente rabbia di quei lavoratori prima illusi, e poi esclusi dalla procedura. Noi continueremo a denunciare le storture dell’internalizzazione, ricordando al Paese che ci sono 4mila disoccupati letteralmente dimenticati dalle istituzioni, nonostante i numeri siano pari a quelli delle grandi vertenze nazionali, come Alitalia e Ilva. Non vogliano che gli esuberi nel comparto delle pulizie siano considerati figli di un dio minore. Il 3 marzo, a Roma, abbiamo indetto una conferenza stampa per chiarire ulteriormente le nostre ragioni”.

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