COMPETENZE IN LETTURA E ANALISI TESTI: MALE L’ ITALIA (E CON LA PANDEMIA SARÀ ANCORA PEGGIO)


Gli studenti italiani sanno distinguere tra fatti e opinioni quando leggono un testo di un argomento a loro non familiare? Soltanto un quindicenne su venti riesce a farlo. La media Ocse è invece di uno su dieci. Si, l’Italia delle nuove generazioni non è messa bene sul piano della comprensione dei testi e delle parole. Vanno dunque sempre tenuti sott’occhio i risultati dell’indagine internazionale OCSE Pisa 2018, promossa dall’OCSE per rilevare le competenze in lettura, matematica e scienze di ragazzi di 79 Paesi. Purtroppo gli studenti italiani si sono posizionati ben al di sotto della media OCSE per quanto riguarda le capacità di lettura e analisi di testi. Fatto,questo, che rischia di aggravarsi con le conseguenze innescate, nei livelli di apprendimento, dalla pandemia e dalla sospensione delle attività in presenza a scuola.

Secondo WeWorld Onlus – Fondazione italiana impegnata in Italia e nel mondo per difendere i diritti di donne e bambini, in particolare quello all’istruzione – l’indagine Pisa certifica un pesante declino culturale e il fallimento dei processi di inclusione scolastica che hanno portato alla situazione attuale. La povertà educativa ed economica, infatti, impediscono lo sviluppo delle piene potenzialità di bambini e bambine, soprattutto in aree del Paese come Sicilia, Campania e Sardegna. La dispersione scolastica in Italia nel suo complesso, con un tasso del 14% (Istat) ha ancora numeri impressionanti: 23.000 alunni “a rischio dispersione” nella secondaria di I grado e ben 112.000 alunni nella scuola secondaria di II grado (MIUR, 2018).

“Per contrastare la dispersione scolastica crediamo che i fondi siano indispensabili ma serva anche continuità e visione” commenta Marco Chiesara, Presidente di WeWorld Onlus. “Quello che l’indagine Pisa certifica è il declino culturale del Paese, che fa il paio con quello economico e forse lo ha addirittura innescato. Oggi misuriamo il fallimento dei processi di inclusione educativa nel nostro Paese degli ultimi 20 anni: scuole inadeguate e insegnanti non al passo con i tempi. Le risorse servono, ma soprattutto vanno indirizzate verso le aree più critiche del Paese, rafforzando l’alleanza tra scuole, terzo settore e comunità educanti allargate, perché tutti gli attori sociali hanno un ruolo educativo. Il Fondo Nazionale per il contrasto alla povertà educativa ha indicato la strada giusta ma serviranno anni per vedere i risultati. Ecco perché serve visione: guardare oltre il presente con un orizzonte ai prossimi 20 anni”.

Contro la dispersione scolastica e la povertà educativa, WeWorld Onlus ha lanciato il progetto R.E.A.C.T.Reti per educare gli adolescenti attraverso la comunità e il territorio, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che coinvolge 3200 adolescenti tra gli 11 e i 17 anni, 1700 famiglie vulnerabili e 690 insegnanti in 6 comuni italiani, dal Nord al Sud Italia, all’interno delle scuole e nei centri ad accesso spontaneo, dove i ragazzi vengono aiutati nel loro percorso educativo e accompagnati nella loro crescita e formazione coinvolgendo le famiglie e tutta la comunità educante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.