“CIAO SCUOLA, SEI STATA LA MIA VITA!”: IL SALUTO-TESTIMONIANZA DELLA DS ANNA BELLEZZA


Quando una Dirigente Scolastica saluta la scuola, per raggiunti limiti negli anni di servizio, è un momento particolare. Lo abbiamo recentemente visto alla festa che l’Istituto Comprensivo Cassano-De Renzio di Bitonto (BA) ha voluto tributare alla sua grande e speciale DS, Anna Bellezza. È stato un momento corale bellissimo, nel quale sono stati condivisi sentimenti di amicizia e di gratitudine per la dedizione e la passione che Anna ha saputo dare alla scuola di Bitonto e, soprattutto, ai ragazzi, ai loro genitori, alla comunità civica, rappresentata all’incontro dal sindaco Michele Abbaticchio e dall’assessore Salierno. Anna Bellezza ha pronunciato un commosso intervento che vogliamo riproporre perché è un atto di omaggio alla scuola e a coloro che, come lei, hanno trascorso una vita nella scuola, sempre più “battito della comunità e futuro del Paese”. Ad Anna Bellezza – che abbiamo incontrato anche in tante iniziative di Okay! – il nostro “grazie” e l’auspicio che la sua grande esperienza pedagogica ed educativa possa continuare ad essere stimolo e motore di attività ed iniziative. Perché una docente non smette mai di esserlo.

SCUOLA COME LUOGO DELL’ANIMA

Testimonianza di ANNA BELLEZZA

Non mi sembra vero ma, con il raggiungimento dei limiti di anzianità di servizio, chiudo oggi, la mia esperienza professionale nella scuola statale. Un percorso lavorativo iniziato all’età di 20 anni, che mi ha vista impegnata per oltre 46 anni su diversi segmenti scolastici, a partire dalla scuola dell’infanzia e primaria, per finire alla dirigenza dapprima in quel di Toritto e poi negli ultimi 12 anni qui con voi nell’Istituto Comprensivo “ Cassano-de Renzio”.

Nel mezzo tre figli, la laurea in Pedagogia, l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, mai sperimentata perché la mia vocazione è sempre stata quella di dedicarmi alla formazione dei bambini e dei ragazzi in età evolutiva. Il ruolo da Dirigente nel 2007 partito tra speranze e promesse è stato ricco di grandi soddisfazioni e altrettanti riconoscimenti come il positivo provvedimento di valutazione dell’azione dirigenziale da parte del Direttore Generale dell’USR Puglia nel quale si sottolinea l’ efficacia del  modello organizzativo da me impostato,  pienamente funzionale al perseguimento degli obiettivi assegnatomi nella lettera di incarico oltre al pieno contributo al processo di miglioramento dell’istituzione scolastica. Il percorso lavorativo, come è naturale, è stato anche costellato da mille complessità e tanti interrogativi anche se la mia prima preoccupazione è stata sempre quella di incrementare il “capitale” culturale e sociale ricevuto ed infondere fiducia  umana e professionale.

Quello che non emerge dal POF è il lavoro complesso di prestare attenzione alle famiglie e alle loro richieste, di interfacciarsi con le istituzioni del territorio, non sempre in sintonia con la scuola, di tutelare , in tutte le situazioni che si sono presentate, l’autonomia e la dignità dell’istituzione garantendo a tutti la certezza del diritto al riparo da complicazioni che avrebbero potuto compromettere la serena e proficua interazione tra quanti a diverso titolo operano o fruiscono del servizio scolastico; creare una comunità educante che avesse la stessa passione e intrecciando legami come membri di una famiglia allargata. Negli ultimi anni, tuttavia, la figura del dirigente scolastico è stata gravata da una serie di provvedimenti, disposizioni, impegni che in generale mi hanno distolta dalla funzione educativa e formativa, a me tanto cara, per trasformarmi in un funambolo della burocrazia. Non più il “primus inter pares” ma un manager con una sommatoria di richieste e di competenze improvvidamente ed ingiustamente riversate su di noi.  Appare evidente, quindi, la forte inquietudine e le grandi preoccupazioni che hanno attraversano il mio animo da dirigente esposto a mille responsabilità che non appartengono alla mia formazione pedagogica come ad esempio l’affidamento di scuole non sempre a norma o tutta una serie di atti e obblighi sostanzialmente estranei oltre che inespletabili.

La più grande inquietudine è stata la più recente nel tempo, quella generata dalla forte preoccupazione di assicurare alla comunità scolastica un rientro in totale sicurezza dopo la pandemia che ha colpito il mondo intero, di predisporre un efficace progetto di accoglienza in grado di riconquistare quella dimensione di rassicurante quotidianità che animava la vita nella scuola prima della pandemia.  Con spirito di sacrificio e grande pragmatismo, insieme ai miei più stretti collaboratori, siamo riusciti a predisporre una nuova organizzazione scolastica in grado di garantire un rientro in sicurezza dei ragazzi. I focolai di contagio da Covid 19 si sono verificati, infatti, nelle famiglie ma necessariamente la scuola ha dovuto fare i conti con isolamenti fiduciari e quarantene forzate, riorganizzazioni continue di orari in presenza e in dad o in did a seconda delle deliranti ordinanze regionali per fronteggiare l’emergenza epidemiologica e assicurare, sia agli alunni il diritto all’istruzione e sia ai lavoratori, il diritto alla salute entrambi di rango costituzionale. In ogni caso ce l’abbiamo fatta!  Il mio percorso lavorativo al servizio dello Stato si ferma qui, è giunto al termine ma la scuola rimarrà per me un luogo dell’anima  da custodire e continuare ad amare.

Ora tocca a voi; la nuova scuola sarà quella che voi sarete in grado di ricostruire dopo quasi 2 anni di didattica a distanza; sarà una scuola che deve rimettersi in marcia con ritmi diversi alla ricerca di nuovi equilibri in un contesto che nel frattempo si è fatto più mutevole e snaturato. La sfida attuale è la più grande, poichè si tratta di co-progettare la formazione dei nostri ragazzi insieme alle famiglie e agli altri attori che ne sono coinvolti. Si tratterà di guardare con occhi diversi al modo di fare scuola e di privilegiare un approccio didattico e pedagogico alternativo che consenta in primo luogo, l’idonea predisposizione non solo degli spazi fisici, ma la necessaria trasformazione dei luoghi della mente.

Ringrazio il nostro Sindaco per il sostegno continuo alla scuola e per aver voluto fortemente il trasferimento  della De Renzio in questa bellissima sede consapevole delle enormi responsabilità penali in termini di sicurezza che la sede di via Carrara rappresentava e che pesavano sia su di me che sull’amministrazione. Ringrazio il Geometra Cesare Sivo che rappresenta l’Ufficio Tecnico del Comune per la sua disponibilità ad accogliere le mille richieste a volte risolte con una semplice telefonata amicale superando le lungaggini burocratiche. Ringrazio Mimmo Fioriello segretario storico del nostro istituto,  lui  ha rappresentato per me l’altra faccia della medaglia; mi ha sempre fatto sentire al sicuro, al riparo da ogni difficoltà amministrativa, con la sua lunga esperienza traduceva in atti , senza difficoltà le mie idee progettuali, la mia voglia di dare una nuova veste ai plessi, di renderli al passo con i tempi e dotarli di strumenti informatici che magari ora sono già da sostituire, ma che qualche anno fa tutti ci invidiavano specialmente le altre scuole del territorio.

Ringrazio l’attuale segretaria , nella nostra scuola da appena due anni, gli anni della pandemia che purtroppo non ci hanno consentito di lavorare gomito a gomito e di capirci al volo come dovrebbe essere  tra DS e DSGA. Non posso non avere un pensiero particolare ed emozionato verso tutti i ragazzi, i docenti, il personale scolastico, i genitori rappresentanti nel consiglio di istituto con i quali si è instaurato da sempre un rapporto fatto di stima reciproca e di fiducia totale. Conserverò sempre nella mente e nel cuore le importanti esperienze che hanno incrociato le molteplici storie di scuola, soprattutto quelle che richiamano la partecipazione vivace dei ragazzi durante gli innumerevoli eventi organizzati e vissuti con entusiasmo, ancor di più, il vociare festoso delle bambine e dei bambini nelle loro colorate manifestazioni. Come dimenticare le trasferte a Milano in occasione dell’EXPO, a Roma al Parlamento, Napoli, Pesaro, Torre del Lago, a Piancastagnaio sul Monte Amiata per la premiazione dei vari concorsi nazionali di musica e di poesia vinti grazie alla professionalità di molti docenti. Oggi è arrivato anche per me il momento di voltare pagina nella consapevolezza di aver contribuito sia come docente che come dirigente alla crescita e alla formazione di tante generazioni. Ricordo a voi tutti e soprattutto ai giovani docenti che la scuola è il battito della comunità, è il futuro del Paese.

ANNA BELLEZZA

DS I.C.CASSANO-DE RENZIO, BITONTO, BA

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