CLIMA / DOPO IL PASSAGGIO DEL “MEDICANE” APOLLO: CHE ACCADRA’ NEL MEDITERRANEO?


Il medicane Apollo ha messo sotto forte stress idrogeologico la Sicilia, con nubifragi e forti temporali. Il territorio più interessato dai fenomeni è stato il siracusano, dove sono caduti tra i 150 e i 180 mm di pioggia e si sono registrate frane e allagamenti. Duramente colpita dalle inondazioni dei giorni scorsi anche Catania, La Sicilia ha affrontato un duro assalto, con forti precipitazioni, venti, raffiche e anche violente mareggiate, verificatesi fino alle sponde della Grecia e della Libia. 

Medicane: potenza distruttiva simile a un uragano

Anche se un medicane appare come un sistema ciclonico, non si tratta di un vero e proprio ciclone quanto piuttosto di una depressione subtropicale. Tuttavia, le caratteristiche sono molto simili: nuvolosità persistente, presenza di un occhio, il cosiddetto nucleo caldo di bassa pressione ove è presente una forte instabilità. 

Questo tipo di fenomeni si verifica nel Mediterraneo durante il periodo autunnale, ma non necessariamente ogni anno. Il fenomeno ha dunque in sé qualcosa di speciale: presenta caratteristiche subtropicali, il che significa che assomiglia molto a un ciclone tropicale, pur trovandosi nel Mediterraneo. Da qui il nome di “medicane”, ovvero mediterranean hurricane.

La Sicilia purtroppo è stata nell’occhio del ciclone anche lo scorso anno, a metà settembre infatti il medicane Udine (Ianos per la Grecia) metteva a dura prova le coste siciliane e calabre.

Riscaldamento globale e fenomeni meteo estremi

L’innalzamento della temperatura terrestre gioca un ruolo fondamentale nella genesi di fenomeni meteo sempre più estremi, come l’intensa e violenta tempesta che sta colpendo in questi giorni il Mediterraneo.

Il riscaldamento globale non fa altro che aumentare e intensificare l’evoluzione di tali fenomeni. La temperatura del Mediterraneo è di fatto aumentata, l’atmosfera ha trattenuto quindi sempre più vapore acqueo che ha scaricato poi in forma di piogge intense. Inoltre, il marcato gap termico delle masse d’aria ha incrementato la forza dei venti che ha generato in questo caso l’occhio del ciclone. Più le masse d’aria sono calde e maggiore sarà l’intensità energetica che verrà a generarsi. 

La Sicilia e la Calabria stanno già pagando un prezzo molto alto del cambiamento climatico. Anche di questo si parlerà alla Cop 26 di Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre?

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