ESPERIENZE / I.C. COMO BRECCIA PRESTINO: UNA SCUOLA “CON I PIEDI PER TERRA E LO SGUARDO LONTANO”


Guest Writer: SIMONA CONVENGA, Dirigente Scolastica

Eccoci qui, ci siamo tutti, le otto scuole e le due realtà territoriali, le identità, le esperienze, le diverse condizioni di lavoro e di vita che sono la nostra ricchezza. Essere un Istituto comprensivo chiama a raccolta tutti gli aspetti che diano valore e continuità ad un gruppo di persone che condivide un impegno elevato e molte finalità, apprezza le differenze perché esse sono fonte di arricchimento e spinge il suo orizzonte verso un futuro sostenibile.

“Comprendiamo” le scuole che già erano della prima periferia cittadina, ai tempi del boom sociale ed economico, quando essere scuola comportava una presenza qualificante per la cultura ed il lavoro del territorio, abbiamo scuole di tradizione, vive nel ricordo dei genitori e dei nonni dei nostri alunni e di chi a volte, per ragioni professionali, passa e si ricorda “ma io ho fatto le medie qui”. E non c’è niente di più vivido dei ricordi di scuola.

Nel corso del tempo hanno fatto parte del nostro tessuto continuo le scuole dei colli della Vergosa e del Parco della Spina Verde. Abbiamo edifici a volte davvero belli, altre volte resi belli dalla spinta ideale e creativa degli alunni e dei docenti. E dei luoghi perseguiamo il decoro e la sicurezza di chi ci vive, mediante l’impegno dei collaboratori scolastici e delle figure del sistema di protezione e di prevenzione.

Ci piacciono le idee e i pensieri forti, dovendo scegliere un ideale che raccolga molte immagini, abbiamo scelto, per ispirazione, il discorso di Pericle agli Ateniesi, dove le ripetizioni rimarcano, riga per riga, quello che è, quello che in concreto si vive e si continua – se possibile – a desiderare, rinviando ad un momento storico e culturale che accomuna nel bello e nel buono tutta l’esperienza umana.

Qui all’Istituto Comprensivo, noi facciamo così.

Assumiamo come obiettivo il benessere organizzativo e apprenditivo di tutti, se un atteggiamento favorevole abbiamo, è per tutti quelli che ne hanno bisogno, attuando contemporaneamente una forma di giustizia distributiva e retributiva. Chi sbaglia è chiamato a rispondere, perché l’educazione del cittadino passa dalla responsabilità, che per un bambino è semplicemente essere messo nelle migliori condizioni di riflettere e di comprendere per migliorare: in questo molte famiglie ci aiutano, condividendo mete educative radicate nella tradizione e nella solidarietà.

Chi merita è apprezzato e portato a crescere e ad essere ricompensato, le Amministrazioni Comunali di riferimento sostengono anche con provvidenze economiche chi si distingue negli studi. Lavoriamo perché il rispetto reciproco sia autentico, chi rispetta viene rispettato ed assume la consapevolezza che il maggior grado di libertà si realizza con le regole.

Scuola Primaria a S.Fermo della Battaglia

Qui all’Istituto Comprensivo noi facciamo così.

La maggior parte di noi vive il suo compito e il suo impegno in silenzio e con rigore, ma amiamo molto comunicare le nostre conquiste con garbo e senza strillare. Questo siamo: una comunità viva e in crescita, che ama le sfide e agisce. I due anni passati attraverso una pandemia che non ci lascia ancora tregua, ci hanno visti impegnati a resistere e a mantenere viva la speranza attiva, il desiderio di continuare ad essere un luogo in cui si impara e ci si sente accolti.

Noi siamo liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo, a cambiare, rivoluzionare il nostro modo di agire se questo significa il bene della nostra comunità.

La reazione alla prima ondata pandemica è stata immediata e di notevole livello: fin dal 24 di Febbraio del 2020 ogni docente, con la guida solidale ed efficace dei più formati, ha studiato e messo a punto a larghe falcate, una scuola a distanza, non ha mai negato il servizio di istruzione per i bambini che si trovavano isolati da un gelido vento di inquietudine e di paura del contagio e della morte di persone care e vicine. Nessuno si è tirato indietro, con risorse anche limitate –  che sono state nel corso del temo però sostenute da misure governative e locali – la rete didattica si è accesa di piccoli punti luminosi come una costellazione che in quel momento era “scuola” e lo era davvero, per tutti.

Qui all’Istituto Comprensivo noi facciamo così.

Storie bellissime ci sono state raccontate di gesti spontanei di solidarietà e di amicizia tra i bambini isolati in casa che con il cellulare dei genitori hanno tenuto compagnia e aiutato i loro amichetti, lo stesso isolati e spesso affranti dal contagio di una malattia terribile.

E’ innegabile che qualche frattura ci sia stata, la responsabilità di risorse, persone e mezzi, il sostegno dell’immagine della scuola, la trasparenza e il buon andamento che alla collettività va garantito ad ogni costo, non può oscurare la verità, migliore amica della migliore etica professionale e personale: sì, qualcuno si è sottratto, ma i molti, moltissimi, pressocché tutti, erano impegnati a remare allo spasimo, e chi non c’era, non lo hanno quasi nemmeno visto, tanto trascurabile era quella assenza.

Tantomeno si può negare che la struttura di istituzione pubblica della scuola con le sue garanzie di tutela del lavoro e della persona, abbia sostenuto intere famiglie i cui membri hanno progressivamente perso la loro posizione di lavoro in conseguenza della pandemia. Questo principio di solidarietà sociale è ben chiaro a tutti i componenti della nostra comunità professionale ed educante e costituisce consapevolezza e senso dell’onore per il potere svolgere ad ogni livello una funzione pubblica ed un servizio alla collettività, con il privilegio per legge che essa comporta.

Così nei nostri obiettivi e nella nostra vita quotidiana di lavoro prevale la fedeltà al compito assunto sopra ogni interesse personale o vantaggio. Il rispetto delle regole garantisce la piena libertà ai più forti e tutela proteggendo i più deboli. La maggior parte di noi si ispira “alle leggi non scritte” e, se credente, ne fa fondamento e scopo della propria vita. Dove vivono e crescono oltre mille bambini la ricerca della felicità è un dovere, tutti gli adulti lavorano perché nel quotidiano e nell’eccezionale, ogni esperienza fondi un apprendimento e una memoria per la propria vita.

Un luogo dove c’è uno sguardo chiaro e aperto sul futuro, senza finzioni, puntando tutti a modo proprio al fare, più che al dichiarare. Ci piacciono le parole e le immagini, le attività che restano nella memoria. Vivere in una scuola da tre a quattordici anni è quasi una vita intera ed è molto importante viverci bene. Chiunque bussi alla porta, viene accolto, con attenzione, nessuno viene respinto se appena l’abbraccio materiale e ideale della classe in cui viene iscritto, possano realizzare il desiderio di scuola che ogni famiglia porta con sé. La nostra scuola favorisce tutti invece che pochi: è la scuola di tutti e di ciascuno, tutti hanno diritto di sentirsi parte di essa.

Negli anni prima della pandemia, abbiamo tutti lavorato intorno all’ideale e alle azioni didattiche ed educative conseguenti del “Patto di cintura urbana” promuovendo lo sviluppo della conoscenza di se stessi e del territorio dove si esprime la personalità dei ragazzi e la loro appartenenza alla scuola. Il Parco della Spina Verde diventa una grande aula scolastica di cinquemila metri quadrati, dove si disegnano percorsi che fondano un legame che ancor oggi i Docenti chiamano “affettivo”: il sentiero degli Gnomi incrocia quello degli uccelli e i murales si affacciano nell’orto degli odori. Nei momenti salienti dell’anno scolastico esplodono le scintille degli evento on the stage e tutta la Città può assistere alle rappresentazioni dei ragazzi. È il tempo dell’epopea dei musical, recitazione, musica, coreografie. Per sette anni – favorevole l’ordinamento scolastico del tempo prolungato – la scuola insegna ed educa portandosi verso e dentro tutte le agenzie formative della provincia. Chi sa, fa e chi vuol saperne di più insegna e impara.

Le arti stimolano la discussione, la scuola diviene un vivaio di pensiero una scuola della discussione, della sperimentazione e della pazienza, una scuola dell’ottimismo della volontà, anche quando qualche ombra si stende sulla ragione. Per questo motivo abbiamo aderito ai percorsi di Educazione alla Legalità creando il Consiglio Comunale dei ragazzi nato per chiedere un cartello indicatore di segnaletica urbana e poi divenuto l’ambasciatore nelle nostre scuole primarie per l’orientamento interno, promotore delle Giornate delle Scienze, delle Giornate dello Sport, dei tornei sportivi e della Grande corsa campestre annuale.

Qui all’Istituto Comprensivo noi facciamo così.

Poi, siamo stati fatalmente interrotti, ma non al punto che a Settembre non ci siamo detti “Dove eravamo rimasti?” Ed abbiamo ricomininciato con i progetti di Lettura, con i libri di “Io leggo perché”, con le conversazioni in Inglese con madrelingua, con l’Educazione al benessere e all’ambiente e i progetti di Matematica e  le Giornate delle Scienze. Abbiamo una rinnovata Biblioteca d’Istituto che vorremmo intitolare ad una persona di scuola, una donna impegnata in politica per le lavoratrici, la deputata che fu prima firmataria della legge di tutela delle mamme che lavorano.

Giochiamo a rugby “tutti in meta” con apposite cinture protettive, ci auguriamo di poter montare un campo scuola con la Protezione Civile di San Fermo della Battaglia, affrescare un’aula e pubblicare un libro dei disegni che abbiamo negli atri delle scuole.

Noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza o le fatiche insite nel superare i propri limiti, ma ci facciamo strada per camminare insieme e per arrivare più lontano. La scuola è libera e libero è l’insegnamento, la libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro, proviamo ad ascoltarci e a costruire insieme, siamo pietre che formano un ponte, ciascuna necessaria all’altra.

Seguiamo le conquiste della modernità pur non essendovi asserviti, ma con spirito di servizio e di solidarietà. Noi lavoriamo insieme per una scuola a misura di tutti, in cui si respiri libertà e fiducia. Ogni alunno cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la scuola è aperta al mondo e accoglie.

Nessuno ci è estraneo. Qui all’Istituto Comprensivo di Como Prestino Breccia con S.Fermo della Battaglia e Cavallasca, noi facciamo così.

NELLE FOTO: DISEGNI ESPOSTI NELL’ATRIO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRESTINO BRECCIA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.