TEMPO DI CARNEVALE / RICORDI DI UNA FESTA TRA MASCHERE, CORIANDOLI E STELLE FILANTI (1994)


Guest Writer: Carmelina Rotundo Auro

Mi sono sempre chiesta se ai Chiostri dei Conventi potesse competere il singolare primato di essere prediletti dal vento?

 Nella loro apertura architettonica il vento sembrava proprio starci di casa volentieri e divertirsi un mondo a giocare scherzi gioiosi a tutti quelli che per scelta, o per ventura vi capitavano.

A questa impressione oggi, ultimo giorno del Carnevale ’94 andava ad aggiungersi una temperatura veramente,  particolarmente gelida.

Un clima polare, o giù di lì, mitigato dai cappottoni, dalle sciarpe, dai caldi berretti di lana, sotto i quali s’intravedevano piacevolissimi colori di mascherine.

Da tutta Badia a Settimo ed anche più in là, l’annuncio della festa del Carnevale per tutti i bambini era stato accolto con gioia nelle famiglie, forse anche con un pizzico di sorpresa e sinceramente tanta curiosità!

Passato frettolosamente il Chiostro meraviglioso, nitido nelle sue linee architettoniche e nei suoi ben definiti spazi verdi, ognuno viene accolto dal caldo tepore di grandi mura. Un attimo appena per uno sguardo a quelle possenti strutture architettoniche perché la musica e le voci richiamano Sara e Nadia al piano superiore in un ambiente dove gli altissimi soffitti sono sorretti da grandiose capriate in legno, forse l’antichissimo granaio?

Il mio peccato è di godere il gusto di questa festa lasciandomi affascinare da ogni pietra di questo luogo fino ad oggi sconosciuto eppure tanto vicino geograficamente.

Gli amici, i compagni della scuola Materna di S. Lorenzo, tenuta con tanto amore da Suor Celestina, Suor Gina, e Suor Lisetta ci son tutti ed insieme anche i papà, le mamme e nonni gioiosamente uniti da lanci di coriandoli e stelle filanti.

Com’è bella la pace e l’allegria!

Cappuccetto Rosso, le streghe, Calimero…sono indaffaratissimi ad esaudire i desideri dei piccoli servendo loro dolci e bibite.

Colore, calore, luce del Carnevale si son fermati qui a Badia nel cuore della Badia per raccontare una favola da mille e una notte.

Indietro, indietro nel tempo, Carnevale è divenuto Messere quel luogo carico di millenni di storia, oggi risuona di grida e di giochi, di fanciulli e fanciulle, mentre coriandoli colorano prima l’aria, poi ricadendo ogni angolo della pavimentazione, di luci fino ad allora inaspettate.

Alla sommità della scala una grande finestra lascia vedere un enorme albero che ondeggia al vento e, prima di andare via, non posso fare a meno, nonostante il freddo, di fermarmi nel Chiostro gemma purissima di bellezza…

Attimi magici così possono avverarsi solo nei sogni dei bambini.

 Carmelina Rotundo Auro 

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