IL MAESTOSO ACQUEDOTTO CAROLINO COSTRUITO PER PORTARE L’ACQUA ALLA REGGIA DI CASERTA


E’ un capolavoro di architettura da mozzare il fiato, se lo si guarda dal basso. O dovunque lo si guardi. Si trova a Maddaloni (Caserta). È l’Acquedotto Carolino, ardita prova di ingegneria e stile, bene e patrimonio Unesco dal 1997. I lavori di costruzione presero via nel 1753 sotto l’egida di re Carlo di Borbone (da cui il termine Carolino). Obiettivo del progetto: portare l’acqua dalle sorgenti del Fizzo alla Reggia di Caserta. La straordinaria creazione porta la firma dell’architetto Luigi Vanvitelli, che portò a termine la ciclopica impresa nell’arco di 16 anni.

Nota come “Ponte della Valle”, l’opera – misura 529 metri di lunghezza, 55,80 metri di altezza, a triplici arcate che poggiano su 44 piloni – si ispira al modello degli acquedotti romani, ma li supera in grandiosità e maestosità. All’epoca, destò ammirazione e attenzione in tutta Europa e venne riconosciuta come una delle opere di maggiore rilevanza architettonica ed ingegneristica del XVIII secolo: lo stesso sistema idrico era già ad alta sostenibilità.

L’acquedotto del Vanvitelli è certamente il segno di un passato luminoso. Ma è anche il disegno prospettico di un’Italia che sognava in grande e con lo sguardo in avanti. Tutto ciò avveniva a Caserta, al 41° parallelo nord, 269 anni fa. Un’opera che oggi è una vera e propria lezione di dinamismo, intraprendenza e sostenibilità. #acquedottocarolino#maddaloni#caserta#campania

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