VIOLENZA CONTRO LE DONNE: I DATI ISTAT SULLE CHIAMATE AL 1522 (NUMERO ANTIVIOLENZA)


Foto di Roberto Alborghetti – Lacer/Azioni

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 Novembre 2022, ecco i dati raccolti dall’Istat ed elaborati da Angolodonne.it sulle chiamate al 1522.

La violenza contro donne e ragazze continua a essere un fenomeno preoccupante in tutto il mondo: una donna su tre subisce qualche tipo di violenza di genere e ogni 11 minuti una donna o una ragazza viene uccisa da un familiare.

Ma c’è ancora molto da fare, come dimostrano i dati ISTAT elaborati dalle blogger di Angolodonne.it, in base alle chiamate effettuate al numero 1522, il numero antiviolenza a cui tantissime donne (ma anche, in piccolissima parte,  uomini come vedremo) continuano a rivolgersi. Vediamo il quadro della situazione analizzando i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica.

Le chiamate raccolte al numero antiviolenza prendono in considerazione i dati raccolti a partire dal 2018, che seguono un andamento gradualmente in discesa almeno fino al 2020, quando sono state registrate 2.103 richieste di aiuto.

Il quadro sembra essere rapidamente precipitato in concomitanza con il lockdown, che ha portato le donne a trascorrere molto più tempo in casa, aggravando molte delle dinamiche familiari che sfociano in azioni violente. A partire dal primo trimestre del 2020 le chiamate al 1522 aumentano vertiginosamente, fino a toccare il picco delle 4.310 chiamate annue all’inizio del 2021.

La situazione sembra poi “normalizzarsi” nel corso del 2021, registrando una diminuzione dei casi, che scendono  alle 2.966 segnalazioni del 2022.

L’identikit delle vittime

Il report ISTAT rivela molte altre informazioni circa le donne che denunciano gli abusi subiti, come ad esempio la provenienza geografica. La regione che ha il triste ruolo di capofila è la Lombardia, con 495 chiamate registrate nel primo trimestre nel 2022, seguita da Lazio (388) e Campania (295). All’estremo opposto Basilicata (16), Molise (13) e Valle d’Aosta, anche per via della bassa densità abitativa di queste piccole regioni. 

A dimostrazione del fatto che non sono soltanto le donne a subire la violenza di genere, c’è il dato che anche il 2% degli uomini si è rivolto al numero antiviolenza nel primo trimestre del 2022, a fronte del 97,9% delle donne. Quella nei confronti degli uomini è una violenza considerata ancora un tabù nella nostra società, per via dell’impostazione patriarcale tipica dell’Occidente, motivo per cui gli uomini fanno ancora più fatica a denunciare queste situazioni.

 

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